Anno: 1981
Durata: 126′
Genere: drammatico
Intro:
Christiane F. Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino (in tedesco Wir Kinder vom Bahnhof Zoo) è un film drammatico del 1981 diretto dal regista Uli Edel. Si ispira alla vera storia di Christiane Vera Felscherinow, da cui è stato tratto l’omonimo libro basato sulle interviste compiute da due giornalisti durante il suo processo (“consumo e spaccio di sostanze stupefacenti” la motivazione, su cui la condanna verrà sospesa a causa della suscettibilità anagrafica dell’imputata) nel carcere di Neukölln nel 1978.
Trama
Christiane vive con la sua famiglia – padre violento e disoccupato, madre impiegata e sorella minore – in un piccolo paese presso Amburgo. Per migliorare la propria condizione economica non florida, la famiglia si trasferirà a Berlino nel quartiere dormitorio di Gropiusstadt, situato nella periferia meridionale della città non distante dal Muro. Il padre di Christiane progettava di aprire un’agenzia matrimoniale ma, nonostante le speranze, la situazione economica della famiglia non migliorerà, ritrovandosi di fatto a vivere in una situazione ancora precaria in quartiere disagiato anche e soprattutto per i più piccoli.
La situazione personale di Christiane è aggravata dalla separazione dei genitori. La ragazza è così facile preda delle droghe. Dopo aver stretto una forte amicizia con la sua compagna di classe Kessie, infatti, Christiane comincerà a frequentare posti sempre più disagiati, caratterizzati dal consumo di sostanze stupefacenti dei loro frequentatori. Durante l’esperienza alla Haus der Mitte, centro della Chiesa luterana di Gropius, Christiane conoscerà l’hashish a soli 12 anni. L’amicizia con Kessie diverrà sempre più stretta, e le due amiche cominceranno a frequentare il Sound – definita la più moderna discoteca d’Europa ma che in realtà era principalmente un centro dello spaccio di sostanze stupefacenti – e a consumare altre sostanze via via più pesanti. Durante una sosta ad una fermata della metropolitana, la madre di Kessie troverà la figlia sotto effetto delle anfetamine in compagnia di Christiane, scoprendo gli inganni che le due ragazze sitematicamente utilizzavano (affermavano di dormire l’una a casa dell’altra) per poter stare fuori per tutta la notte, e le proibirà di frequentarla ancora, ordinandole di interrompere bruscamente la loro amicizia. Christiane continuerà a frequentare il Sound dove avrà rapporti con un folto gruppo di amici, tra cui Detlef, con cui stringerà un legame affettivo.
Continuando il consumo di droghe, arriverà quindi all’eroina, dapprima fumandola in dosi sempre più consistenti per poi arrivare alla via endovenosa. La sua tossicodipendenza le costerà moltissimo in termini familiari e scolastici. Per soddisfare il bisogno di eroina sarà costretta a prostituirsi alla fermata della metropolitana Bahnhof Zoo, da cui il titolo. Presto la sua vita si appiattirà sulla tossicodipendenza. Christiane tenterà diverse volte di disintossicarsi, anche insieme a Detlef, ma tutti i suoi tentativi saranno vani. Le brevi vacanze dalla nonna presso Amburgo gli consentiranno di stare lontano dalla droga per alcuni giorni, ma la situazione ritorna sempre uguale ogni volta che Christiane ritorna a Berlino. Nel frattempo, Detlef otterrà un posto di degenza presso una struttura pubblica specializzata in disintossicazione, lasciandola in maggiori difficoltà. Christiane, dopo essere stata finalmente scoperta dalla madre a fare uso della sostanza, scapperà di casa e andrà a vivere da un cliente di Detlef, Rolf, anch’egli caduto nella droga. La vita di Christiane diventerà così completamente inscritta nella prostituzione e nella tossicodipendenza.
Dopo aver perso la sua amica Babsi, morta per overdose da eroina a poco più di quattordici anni, Christiane tenterà il suicidio iniettandosi una dose di eroina più che doppia della sua normalmente tollerata. Per fortuna, il tentativo non va a buon fine, si risveglia la mattina dopo nello sporco wc e Christiane verrà soccorsa da una coppia di ragazzi. Alcune settimane dopo il suo tentato suicidio, Christiane ritroverà Detlef a casa di Rolf, scappato dalla clinica dove tentava di disintossicarsi. Detlef, nel tentativo di uscire dal giro della prostituzione, comincerà a spacciare. Un giorno, a causa di un malore accusato da Detlef dopo un’iniezione, Christiane, molto allarmata, chiamerà i soccorsi e la polizia; quest’ultima, riconoscendola come scomparsa, la riconsegnerà alla madre che per salvare la figlia dalla droga la farà trasferire presso la sorella Evelyn, vicino Amburgo e si iscriverà alla scuola professionale.
Purtroppo questo è un mix tra libro (mooolto bello) e il fim.Molte parti nel film sono state omesse, e questo ha reso il film un po’ meno brillante del libro.
Nel film è stato sottolineato l’uso delle droghe negli anni 80, in quella generazione che scoprì la droga nell’adolescenza!
Giudizio personale: Questo è un film che colpisce, colpisce per la testimonianza nuda e cruda di una generazione allo sbaraglio, una generazione che deve fare i conti con la droga.
Molto bella la sceneggiatura, i posti e i luoghi dove viene girato il film, molto bello anche il lento declino di Cristiane…da bella ragazzina a zombi con la pelle rovivana e bucata.
Se devo essere però un po’ critico il film è molto piu’ un sunto del libro, non va a fondo con le personalità dei personaggi, i doppiatori sono stati molto scarsi come un po’ gli attori.
E’ e rimane un film che fa riflettere e che soprattutto rimane molto attuale.
Scena più bella: bhe non è proprio una scena è il veloce decadimento di Cristiane, da ragazza carina e per bene a zombi.
Voto: 6/7
29 Giugno, 2008 alle 11:49 pm
attuale…………….attuale……………e ki vuole dogarsi si ritrova nel palloncino…………se scoppia o muori………o sei salvo………………si sceglie…………la personalità più forte della droga…………..e crhistine ora è viva…………….i suoi rikordi vivranno cn lei…………k ikordi cakkio………………..l’ho letto il libro e visto il film………..senza parole……………….sempre la testa sulle spalle ragazzi…………….nn sbagliate nn sbagliate